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Soddisfare le intenzioni di ricerca: ecco come posizionarsi meglio su Google
Consigli e trucchi per analizzare la Search Intent e aumentare la visibilità del proprio sito o e-commerce

23 Gennaio 2018

Per imparare a scrivere contenuti per il web capaci di raggiungere i primi posti su Google è importante capire che l’obiettivo del motore di ricerca è quello di fornire ai propri utenti la migliore risposta alle loro domande. Se riusciamo ad intercettare quali sono queste domande - e cosa c’è dietro e intorno ad esse - potremo fornire risposte adeguate e soddisfare gli utenti di Google, che ci premierà assegnandoci una posizione nei primi posti della SERP, consentendoci così di far confluire traffico qualificato sulle pagine del nostro sito.

Si tratta di una specie di meccanismo virtuoso in cui vincono tutti: Google, che consolida il suo primato tra i motori di ricerca (e guadagna con i suoi servizi a pagamento) perché è in grado di offrire nel minor tempo le risposte migliori; gli utenti del motore di ricerca, che trovano risposte soddisfacenti alle loro domande, quali esse siano (navigazionali, informazionali o transazionali); il nostro sito web o e-commerce che, grazie alla qualità dei contenuti forniti, si garantisce un buon traffico proveniente dal motore di ricerca.

Cosa cercano veramente le persone quando cercano un prodotto su Google? Quali sono i prodotti, le marche, gli ingredienti più ricercati? Quali sono i concetti associati e le parole usate per cercarli? Rispondere a queste domande ci aiuterà a capire cosa scrivere nei nostri articoli - e non solo.

Un'analisi di questo tipo - ovvero un'analisi delle intenzioni di ricerca (search intent) degli utenti - ci permette di:

  • definire l’architettura del sito, organizzando le categorie e mettendo in relazione contenuti / prodotti in modo strategici
  • creare contenuti davvero interessanti, proprio quelli che i nostri utenti stanno cercando
  • decidere di che argomenti parlare nel nostro blog, ovvero a come costruire il nostro piano editoriale
  • scegliere le parole giuste da usare nei testi e nelle nostre schede prodotto, ovvero fornire utili indicazioni ai nostri copywriter
  • creare sezioni FAQ davvero utili, in grado di intercettare traffico di ricerca
  • cogliere nuove opportunità di business individuando nicchie di mercato legate ad esigenze specifiche magari non ancora soddisfatte efficacemente dalla concorrenza
  • estendere il nostro business, progettando nuovi prodotti / servizi, nuove caratteristiche del prodotto, rivolgendosi a nuovi target ecc.

Un elenco di obiettivi che parte dal web e dalle esigenze SEO ma le trascende, coinvolgendo l’essenza stessa del nostro business, che può decidere di prendere una direzione piuttosto che un'altra anche ascoltando e interpretando che cosa effettivamente cercano le persone reali sul motore di ricerca.

In pratica: come intercettare l’intento di ricerca?

Ecco alcuni suggerimenti pratici per interrogare efficacemente Google e intercettare le intenzioni di ricerca degli utenti relativamente ad un certo argomento.

TIP 1: Usa Google Suggest

Utilizzare Google Suggest è il primo, veloce modo per capire che aria tira. I suggerimenti in tempo reale che Google ci fornisce mentre facciamo una ricerca, infatti, sono il frutto di miliardi di ricerche che ogni giorno tutti noi facciamo e sono ricche di utili suggerimenti per scrivere tutti i nostri testi.

Iniziando a digitare alcune parole chiave, vedremo che Google ci suggerisce come completare la ricerca. Ad esempio scrivendo "crema uomo" scopriamo che gli utenti quando cercano una crema per uomo su Google cercano spesso una crema viso, oppure antirughe, oppure per la pelle grassa:

Analisi degli intenti di ricerca con Google Suggest

Se ci spostiamo con il cursore tra "crema" e "uomo" otteniamo suggerimenti aggiuntivi, che comprendono quelle query di ricerca composte appunto da altre parole inserite tra le parole "crema" e "uomo". Scopriamo ancora che molto richieste sono anche le creme depilatorie per uomo:

Analisi degli intenti di ricerca con Google Suggest - trucco per scoprire nuovi suggerimenti.

Google Suggest ci fornisce infatti query long tail - parole chiave composte da più parole che si rivolgono ad un target specifico. Si tratta insomma di chiavi di ricerca molto precise, preziose per intercettare proprio il pubblico che ci interessa.

Anche le ricerche correlate che compaiono in fondo alla pagina dei risultati di ricerca ci possono fornire spunti utili:

Analisi del Search Intent - Ricerche correlate

TIP 2: Usa strumenti a pagamento specifici per la SEO

Oltre alla ricerca manuale su Google, possiamo affidarci a strumenti SEO che rendono più sistematico e semplice il lavoro. Si tratta di strumenti a pagamento, che spesso però prevedono anche modalità di accesso gratuito.

SEMrush mette a disposizione dei suoi utenti il Keyword Magic Tool, che permette di ottenere, sulla base di una query digitata dall’utente, elenchi di query correlate raggruppate sulla base delle parole contenute nelle varie chiavi di ricerca. 

Anche SEOZoom ha uno strumento che ci permette di farci un’idea sull’intenzione di ricerca degli utenti relativamente ad una certa query, il Keyword Search Intent.

Lo strumento organizza le query per argomenti e per ogni query ci fornisce informazioni utili quali:

  • indice di difficoltà
  • volume di ricerca stimato mensile
  • numero di risultati restituiti da Google

Analizza la search intent con SEOZoom

È anche possibile visualizzare le query in modalità grafica:

Analizza la search intent con SEOZoom 

Naturalmente, query con alto indice di difficoltà, con altissimo volume di ricerca e molti risultati già indicizzati da Google saranno difficili da "conquistare": meglio concentrarsi su parole più di nicchia (le già citate query long tail), individuando il giusto mix di potenzialità e difficoltà di posizionamento.

Keyword Researcher è uno strumento (solo per Windows) che permette di fare un’acquisizione di query provenienti da da Google Suggest con l’obiettivo di far emergere fenomeni di massa. Utile la possibilità di usare template di query, che permettono di estendere la ricerca di una certa query includendo destinazioni d’uso (per), caratteristiche aggiuntive (con), caratteristiche indesiderate (senza) ecc.

In questo caso la categorizzazione delle parole chiave per macro argomenti deve essere fatta in seguito alla raccolta delle parole chiave, magari, come suggerito, usando il Google Keyword Planner.

TIP 3: Usa AdWords Keyword Planner

Google Adwords Keyword Planner, anche se non offre informazioni sulla coda lunga - ovvero sulle query specifiche composte da molte parole - fornisce utili suggerimenti per la ricerca di parole rilevanti per esprimere i nostri concetti, che sono frutto delle ricerche effettuate dagli utenti su Google nonché i loro volumi di ricerca stimati mensili. Purtroppo ormai i volumi di ricerca stimati sono dei range molto indicativi - ma possiamo comunque trarne utili indicazioni utilizzando lo strumento in questo modo:

  • aprire Keyword Planner
  • selezionare "Cerca per nuove parole chiave usando frasi, un sito o una categoria"
  • introdurre le informazioni richieste (non è necessario compilare tutti i campi)
  • cliccare su "Trova Idee"

Usa Keyword Planner per analizzare la search intent

La scheda che ci interessa è "Idee per gruppi di annunci": qui infatti troviamo le chiavi di ricerca, quelle che le persone utilizzano per le loro ricerche su Google, raggruppate sulla base delle parole ricorrenti.


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